EQUILIBRISMO Vs PROPRIOCETTIVA

Attenzione! Stupirò molti istruttori di allenamento funzionale, ginnastica posturale, e chi più ne ha più ne metta. Stampatevelo bene in mente: i mezzi che utilizzate per generare uno squilibrio,non sempre vi garantiscono di fare ginnastica propriocettiva.

Innanzitutto cerchiamo di capire cos’è la propriocezione, perchè se ne sentono delle belle!

La propriocezione è la percezione generata dai recettori che misurano variazioni di allungamento, tensione, pressione che avvengono internamente all’organismo (muscoli e tendini in primis), ma che possono dare informazioni al nostro sistema motorio su squilibri provenienti dall’ambiente esterno.

I più importanti recettori dell’apparato locomotore sono:

  • i fusi neuromuscolari, che misurano allungamento e velocità di allungamento delle fibre muscolari;
  • gli organi tendinei del Golgi, che misurano la tensione a livello tendineo.

Questi “controllori” lavorano in modo da regolare finemente la gestione di contrazione e rilassamento dei muscoli del nostro organismo, grazie a riflessi molto rapidi. Nella ginnastica propriocettiva, con l’aiuto di  appoggi instabili (esempio valido per gli arti inferiori), si cerca di indurre una continua attivazione di questi riflessi, che si susseguiranno rapidamente per gestire le diverse direzioni dello squilibrio generate dalla contrazione immediatamente precedente, la quale potrebbe a sua volta aver generato un ulteriore piccolo squilibrio. Tutto ciò porta ad un controllo sempre più fine del movimento, al punto che in atleti di livello elevato il controllo è quasi impercettibile. Può essere considerato un allenamento neuromuscolare che affatica moltissimo gli stabilizzatori. Personalmente tendo a sconsigliare vivamente, per 36-48 ore successive alla seduta, l’esecuzione di prestazioni che prevedono carichi articolari elevati e rapidi, come sport in cui si eseguono repentini cambi di direzione.

Ciò detto, come doverosa premessa, si deve notare che i supporti instabili devono essere meccanicamente controllabili dall’atleta (per quanto riguarda la meccanica, o meglio la fisica applicata alla biomeccanica, rimando gli interessati ai testi specifici sul tema). Un esempio su tutti: la tavola propriocettiva basculante (se fatta bene) ha il centro di rotazione del cilindro al di sopra del piano di appoggio del piede. In tal modo l’utilizzatore potrà invertirne il movimento di bascula a qualsiasi inclinazione della tavola. Ciò non è possibile ad esempio per un pallone, sul quale il centro di rotazione sarà sempre al di sotto dell’appoggio, con conseguente possibilità di controllo del movimento solo per pochi gradi, dopodichè non sarà più controllabile. Questi attrezzi parzialmente controllabili andranno utilizzati esclusivamente in abbinamento ad un altro punto di appoggio, che garantirà un maggiore controllo quando necessario. Esempio sono le posture sulla fit ball, come il plank con piedi in appoggio sul pallone e mani al suolo.

Qui iniziamo a delineare le differenze tra attività circensi e ginnastica propriocettiva.

L’attività circense dell’equilibrista non richiede dunque buone capacità propriocettive?…Certo che si, come richiede ottime capacità coordinative (quali l’equilibrio) e grandi abilità motorie specifiche. Parliamo di talenti che dedicano la propria vita a queste attività ed il risultato è la dimostrazione di abilità nel numero che propongono, che prevede un margine elevato di rischio di caduta, se si dovesse sbagliare anche di pochissimo il controllo. E’ questo rischio che rende spettacolare il numero. Più è rischioso, più è spettacolare ed adatto al circo.

Chi si allena con la ginnastica propriocettiva, NON DEVE sottoporsi a questo rischio, giacchè si allena per prevenirli gli infortuni.

Il vostro scopo, a differenza del circense, non è quello di arrivare a stupire il pubblico, bensì quello di aumentare stabilità e controllo articolare, tanto da ottenere la prestazione migliore con la massima sicurezza. Più vorrete allenare i riflessi fini di cui sopra, meno dovrete muovere testa e occhi, per non generare riflessi vestibolari od oculo-motori. Il circense tendenzialmente farà l’opposto, per spettacolarizzare ancor di più il numero.

I preparatori fai da te, a digiuno di conoscenze e competenze specifiche, dovrebbero lasciare il campo a quanti sono in grado di proporre esercizi adatti ai soggetti ai quali si rivolgono.

Solo se insegnate a circensi, avranno senso ersercizi per spettacolarizzare la prestazione, altrimenti, tenete bene a mente che la natura cerca sempre la via più semplice…fatelo anche voi.

Dott. Luigi Soprano

Direttore Tecnico ASD Arma Vis

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